Numerosi sono i giorni del Calendario caratterizzati da “giornate” dedicate a qualche tema particolare; molte di queste hanno inciso profondamente nella cultura; altre invece scivolano via senza che i più se ne accorgano.
La Giornata mondiale per l’ambiente può apparire un’istituzione che interpella solo alcune problematiche riguardanti la natura circostante, il territorio, la salute pubblica o poco più. Tutto questo è vero; ma sarebbe ben poco se una simile giornata non fosse l’espressione di un atteggiamento culturale tipico della persona, e non rinviasse ai valori essenziali che sottostanno ad una saggia ecologia e ne motivano l’impegno per la salvaguardia di quel creato che ha al suo centro l’uomo, la persona nella sua totalità.
Nel
Decalogo della saggia ecologia proposto e diffuso dalla Fondazione “Sorella Natura” come «valido per tutti gli uomini di tutte le Religioni del mondo» – «Dieci regole per un rapporto Uomo-Natura ispirato all’insegnamento di S. Francesco d’Assisi» – si delineano
nove percorsi essenziali per un corretto rapporto con la natura. L’ultimo è continuamente
in progress: va scritto ogni giorno, da parte di chiunque ami il creato, a partire dalle più variegate esperienze, purché tutte abbiano come essenziale punto di riferimento la persona.
1. Dalla decima regola del “decalogo della saggia ecologia” alla problematica odierna
Attorno all’ecologia si muove oggi una problematica quanto mai vasta: da un attento interesse a veri problemi connessi con l’ambiente, a posizioni partitiche che poco o nulla hanno a che fare con l’ambiente, ma solo con la sua strumentalizzazione in vista di ben altri fini che non contemplano il rispetto della persona.
Ma attorno all’ecologia si muove anche una legislazione – più in progress che già in atto – tendente ad un recupero armonico di quel rapporto tra natura e ambiente umano che si riesce ad intravedere o nelle pagine di storia o in situazioni locali sempre più rare. In questo sovente emerge il rapporto uomo-natura declinato attorno a istituzioni che si rifanno alle dimensioni spirituali come clima o come sorgente di sintesi.
È in questa prospettiva, pertanto, che dalla lezione della storia la parola ecologia viene ad essere:
- un termine che interpella tutti – al di là di ogni partito – nelle diverse visioni politiche, qualora la politica costituisca un autentico servizio alla persona e alla società;
- una problematica che coinvolge anche il vissuto religioso di comunità di qualunque fede, perché non può essere disgiunto il contenuto del proprio “credo” da quanto circonda la persona e il suo vivere;
- una sfida che sollecita anche l’insegnamento della Chiesa cattolica la quale dedica all’ecologia un’attenzione peculiarissima attraverso l’insegnamento della Dottrina sociale.
2. Tra il messaggio della Bibbia e il vissuto cristiano
La Giornata mondiale per l’ambiente è un invito a rivolgere uno sguardo onesto e sereno ai contenuti di un insegnamento qual è quello che la Chiesa ha elaborato nel Compendio della Dottrina sociale. Più sotto se ne individuano i punti essenziali; qui si accenna solo ad un iniziale fondamento biblico, quale punto di partenza per le attualizzazioni che nelle fasi del tempo e nei cicli della storia si richiedono.
Con estrema frequenza la Bibbia offre punti di riferimento che aiutano a guardare il creato nella sua giusta dimensione. Tra le tante citazioni si possono ricordare alcune espressioni ben note desunte dalla Genesi e dall’Apocalisse:
- “In principio Dio creò il cielo e la terra...”: sono le parole con cui la sapienza biblica invita a guardare con occhi oggettivi tutta la realtà creata, dall’infinitamente grande all’infinitamente piccolo;
- “E Dio vide che era cosa molto buona...”: al centro dell’opera della creazione si pone l’uomo e la donna, la persona al vertice del creato;
- “Soggiogatela... e dominate... su ogni essere vivente...”: solo alla persona è soggetta tutta la creazione; tutto è posto al servizio di una progressiva e piena realizzazione dell’uomo;
- “... un nuovo cielo e una nuova terra, perché il cielo e la terra di prima erano scomparsi...”: le parole dell’Apocalisse ricordano però il limite dell’intera creazione; tutto ha un senso, per il raggiungimento di un obiettivo, al cui conseguimento lo scorrere delle ere geologiche sembrano confondersi con lo scorrere degli anni!
Il vissuto cristiano prende atto di questa dimensione; la rilegge costantemente nel proprio oggi; ne accoglie la lezione per continuare a dare senso ad ogni forma di impegno nel mondo, ma sempre con l’attenzione alla persona. «La natura – scrive B. Pascal nei suoi Pensieri – ha delle perfezioni per mostrare che è l’immagine di Dio, e dei difetti per mostrare che ne è soltanto l’immagine»!
3. Punti di riferimento per rispondere alla sfida dell’educazione
Se la persona è al centro – e questo è un dato di fatto che va costantemente ricordato e rimotivato – quale opportunità può presentarsi qualora ci si confronti con un insegnamento, qual è quello della Chiesa – peraltro condiviso su questo versante da tutte le altre comunità di fede – ?
A partire dai contenuti presenti nel Compendio della Dottrina sociale della Chiesa – pubblicato nel 2004 – è possibile delineare un percorso di riflessione e di azione che interpella Istituzioni di qualunque genere e ad ogni livello, sia nell’impegno legislativo che sociale ed educativo.
I punti che seguono riprendono gli elementi essenziali che su tale argomento emergono nel Dizionario di Dottrina sociale della Chiesa; il solo elenco è un invito a prenderne visione per una più consapevole responsabilità e per un più attento coinvolgimento nell’azione, secondo le diverse competenze.
- I problemi ambientali provocati da un’industrializzazione disordinata hanno fatto crescere la coscienza ecologica dell’umanità, della quale lo stesso Magistero della Chiesa sovente ha evidenziato l’importanza.
- Tale coscienza deve tener conto di due principi fondamentali: la natura è al servizio delle persone, ma contemporaneamente l’uomo non ne deve abusare, bensì usarla con cura e moderazione.
- La sfida ecologica coinvolge l’intero pianeta: tutti hanno responsabilità in vista di uno sviluppo sostenibile per ogni uomo e ogni società.
- Deve essere rifiutata e contrastata la posizione di coloro che considerano la natura al di sopra, o allo stesso livello di importanza della persona.
- La prospettiva trascendente dell’essere umano e del suo rapporto con il Creatore e con le altre creature favorisce un uso ecologico della natura, che non disumanizza la persona né degrada l’ambiente.
- Occorre sottolineare che la soluzione ai problemi ecologici deve tener conto del primato dell’etica sulla tecnica e, dunque, della necessità di salvaguardare sempre la dignità dell’essere umano.
- Il comportamento dell’essere umano nei confronti della natura deve risultare ispirato dalla convinzione che essa è un dono che Dio ha messo nelle sue mani, perché ne usi con amorevole cura.
- Tale comportamento richiede l’esercizio di un insieme di attitudini e di virtù individuali e sociali che facilitino la consapevolezza della fraternità di tutti gli uomini e dell’interdipendenza tra uomo e natura; questi atteggiamenti sono la manifestazione concreta della cura e dell’amore per tutte le creature.
- Bisogna sottolineare l’importanza che, per la cura dell’ambiente, riveste il principio della destinazione universale dei beni della terra. Tale principio evidenzia la necessità di armonizzare le politiche dello sviluppo con quelle ambientali e sociali, a livello nazionale e internazionale.
- La questione ecologica sottolinea infine l’urgente bisogno di collaborare allo sviluppo ordinato delle regioni più povere, insieme alla necessità di rispettare i diversi stili di vita che caratterizzano ogni cultura.
Dato che la questione ambientale ha ripercussioni planetarie, è necessaria per la protezione dell’ambiente la collaborazione internazionale, e risulta particolarmente opportuna la ratifica di accordi mondiali sanciti dal diritto internazionale.
4. Una “saggia ecologia” per la tutela del creato è quella che...
La semplice lettura delle 10 affermazioni è come un punto di partenza e un pressante invito ad andare oltre, in vista di una mentalizzazione aperta ad un’operatività che non si lascia prendere dalle mode ma si coinvolge in prima persona perché al centro è la ... persona!
In questa linea una “saggia ecologia” per la tutela del creato è veramente tale quando ha la capacità di educare la persona e la società, e quindi è quella che:
- esorta ad un coraggioso esame di coscienza;
- offre occasioni di formazione e di informazione;
- guarda la persona nella sua grandezza e integrità;
- invita alla formulazione di leggi che evidenzino l’armonia tra persona e natura;
- rispetta l’ambiente perché possa essere trasmesso ad altri;
- contempla la realtà creata con gli occhi di chi sa rimanere estasiato;
- studia progetti e soluzioni che possono tornare a beneficio del creato;
- illumina l’orizzonte giovanile educando al rispetto dei valori;
- subordina alla dignità della persona il modo di affrontare i problemi;
- vive nella consapevolezza di contribuire alla preparazione di quei “cieli nuovi e terra nuova” dove tutto ritroverà il senso originario dato dall’impronta del Creatore!
Operare all’insegna di questi orizzonti non è solo il compito o la sfida che “Sorella Natura” ha assunto da tempo, ma è fondamentalmente il messaggio che travalica le Istituzioni per raggiungere il più ampio consenso possibile perché la natura ci appartiene, ma dobbiamo renderne conto di fronte alla generazioni presenti e future.
Tutela del creato è dunque tutela della vita. In questa linea l’ecologia si presenta come un’autentica sfida per l’educazione ad una “politica” a misura di persona, con tutte le attese, i bisogni e le sfide che di essa fanno parte.