La
Fondazione
Novità dalla Fondazione
Assisi, 22 Ottobre 2008
CO2 e UE,
AMBIENTALISMO INSOSTENIBILE
Oltre Kyoto ed oltre il 20-20-20 U.E.
qualche proposta costruttiva per la tutela e lo sviluppo
Imperversa ormai da diversi giorni una polemica molto forte sulla normativa europea per l’abbattimento delle emissioni di CO2, la cosiddetta 20-20-20, e l’analisi costi - benefici di tale provvedimento.
Diciamo subito, per chiarezza, che condividiamo la posizione dell’Italia, del Governo, del ministro Prestigiacomo e del mondo della produzione e di molti ambientalisti, che chiede una attenta analisi costi - benefici dell’adozione, soprattutto in un momento di recessione economica, di provvedimenti che costano, per esempio, 100 e rendono 0,1.
La questione però è più profonda e merita qualche riflessione.
La Fondazione SORELLA NATURA ha sostenuto, da sempre, che il tanto enfatizzato protocollo di Kyoto è una operazione di demagogia ambientale a livello globale, così come, per corollario, il vituperato 20-20-20 dell’UE.
Ci spieghiamo: innanzi tutto va detto che i mutamenti climatici in atto, il clima è sempre stato e sempre sarà in mutamento, vedono le emissioni umane di CO2 come una modesta variabile in un contesto di fattori complessi; basti pensare a quanto dice Ryfkin sul fatto che le emissioni gassose dei bovine ed ovini portano nell’atmosfera gli stessi effetti, se non superiori delle emissioni umane.
L’abbattimento delle emissioni umane di CO2 previsto da Kyoto e dal 20-20.-20 UE è in una percentuale assolutamente insignificante ed in tempi lunghi, però con costi altissimi, e coinvolge solo l’occidente: giustamente gli USA dicono che bisognerebbe andare oltre Kyoto e coinvolgere nell’abbattimento di CO2 anche Cina, India, Indonesia e via dicendo.
Bisognerebbe poi approfondire l’aspetto della compravendita delle quote verdi, un bel bussines, per qualcuno, che però altro non è che una licenza allo 007, licenza di inquinare in un posto piantando – chi verifica? – alberi in un altro.
Noi sosteniamo con forza che l’abbattimento delle emissioni umane di CO2, piccola variabile ma che certo deve esser controllata, va perseguito con la fruizione delle fonti energetiche al petrolio oggi disponibili: dalla solare all’eolica… via via sino al nucleare e, soprattutto, impiegando i fondi immensi per adeguarsi a Kyoto ed al 20-20.20 UE, adeguamento che in pratica non ottiene nulla di rimarchevole, per spingere a tutto campo la ricerca sull’idrogeno e su tutte le altri fonti energetiche alternative al petrolio ed ai suoi derivati, gas compreso.
Infatti il problema delle emissioni di CO2 e degli altri inquinanti, atmosferici e non solo, sarebbe di fatto azzerato se l’umanità realizzasse l’economia all’idrogeno.
Chi non la vuole? Chi spinge in una direzione di tutela ambientale fondamentalmente ininfluente ma che toglie i fondi alla ricerca per uscire dalla dipendenza petrolifera? Domanda retorica ovviamente: è la lobby mondiale del petrolio, che è talmente ricca e potente da distorcere i problemi, da finanziare campagne mondiali, tipo i concerti rock di Al Gore e tanti rapporti sedicenti scientifici partoriti da burocrati ONU ed UE e da potenti e ricche lobby di ambientalismo insostenibile.
Certo che in attesa di uscire, noi vorremmo prima che poi, dalla dipendenza petrolifera è necessario, doveroso e urgente, adottare pratiche di controllo delle emissioni di CO2 e di riduzione di ogni tipo di inquinamento.
Come? Per noi, in Italia, a solo titolo di esempio concreto e costruttivo:
- dando vita ad un grande piano pluriennale di forestazione: piantiamo 1 albero (suggeriamo il noce italico per tanti motivi) per ogni cittadino tramite il coinvolgimento degli studenti di tutte le scuole,vuol dire 60milioni di alberi;
- dando vita ad un piano nazionale di frugalità energetica che preveda, fra l’altro:
- diminuzione del 50% delle pubbliche illuminazioni;
- adozione massiva delle lampade a basso consumo;
- eliminazione delle luci stand bay;
- adozioni di sensori di luce in tutti gli edifici in modo da avere lo spegnimento automatico delle lampade quando è sufficiente la luce solare;
- portare a 20-22 gradi il livello massimo di riscaldamento e a 3-4 gradi sotto la temperatura esterna il condizionamento estivo (abbiamo creato una società che pretende di avere caldo d’inverno e freddo d’estate, è una follia!);
- riabituare la gente a camminare con una campagna nazionale che educhi a non usare mezzi alimentati con i derivati del petrolio per coprire distanze brevi (tutti i sani e i non impediti dall’età, a cominciare dagli scolari, possono tranquillamente fare percorsi di 2-3Km a piedi nello stesso tempo che impiegano a prendere e parcheggiare un mezzo proprio o attendere l’arrivo del mezzo pubblico);
- riabituare la gente a consumare cibi di stagione e prodotti nel territorio quanto più possibile;
- rendere effettivo il recupero e riciclaggio degli imballaggi e dei rifiuti;
- …molte altre buone pratiche ambientali!!!
Queste sono poche indicazioni, di buon senso ambientale che si inquadrano nella urgente necessità di recupero, da parte di tutti, del valore etico della frugalità.
Magari applicandole, risparmiando soldi, otterremmo risultati migliori di quelli previsti dall’ambientalismo insostenibile dell’euroburocrazia e dei petrolieri!
Fondazione SORELLA NATURA
Roberto Leoni
presidente