La
Fondazione
Novità dalla Fondazione
Assisi, 3 Dicembre 2008
Lettera aperta al dott. MICHELI DUCHI, magistrato a Ragusa,
sulla Sua scelta di togliere il Crocifisso dalle aule di giustizia
Illustr dott. Micheli Duchi, leggo sul Corriere della Sera, di oggi 3 dicembre, della Sua scelta di togliere il Crocifisso dalle aule di giustizia. Ella afferma, così riporta il quotidiano, che in uno Stato laico, per rispetto multiculturale e multireligioso andrebbe tolto il Crocifisso, simbolo religioso cristiano e quindi offensivo per credenti di altre religioni e per non credenti.
Sempre stando a quanto riporta l’autorevole giornale Ella dice che meglio sarebbe esporre l’effige di Socrate o di S. Francesco d’Assisi, al quale se la Chiesa avesse dato ascolto si sarebbero evitati tanti errori…
Da francescano e presidente di una Fondazione che si ispira eticamente al Santo della mia Città, Assisi, mi rivolgo a Lei, in spirito di dialogo e di civile confronto, con alcune considerazioni, con questa mia, che Le sarà recapita dal delegato della Fondazione Sorella Natura per la provincia di Ragusa, Salvatore Iurato.
Innanzi tutto credo di poter dire che Francesco d’Assisi non accetterebbe mai di entrare in un luogo ove non fosse il Crocifisso, così come Francesco d’Assisi non può in alcun modo esser considerato come un “dissidente” dalla Chiesa: quando inventò il presepe prima di farlo chiese il permesso ai superiori ed al sommo pontefice affinché non apparisse desiderio di novità…
Come dice il Parini ove non entra il cittadino Cristo non entra il cittadino Parini, tout court non entra il cittadino, ove non c’è Cristo c’è un suddito, non un cittadino.
Se oggi Lei può formulare la Sua proposta - mi auguro che Ella si limiti alla proposta e non a togliere fisicamente il Crocifisso dall’aula ove Ella esercita giustizia poiché se lo facesse eserciterebbe giustizia commettendo un illecito se non addirittura un reato - può farlo perché Gesù Cristo ha distinto ciò che è di Cesare da ciò che è di Dio e, così facendo, ha reso possibile la libertà di pensiero, ivi compresa la Sua di voler togliere il Crocifisso.
Senza tale distinzione avremmo, come nella Roma di Cesare, negli Stati Mussulmani ed in quelli che avevano la religione statale dell’ateismo, l’identificazione di Stato e Religione e quindi la non libertà!
Ecco allora che il Crocifisso si pone anche come simbolo di libertà e libero esercizio di pensiero e di religione, lungi dall’offendere il laico, l’ateo, il credente di altre religioni, il Crocifisso nelle aule di giustizia garantisce giustizia libera; nelle Scuole libertà di pensiero, in ogni luogo pubblico garantisce la vera ed autentica libertà di uno Stato laico, libero e democratico; Stato che abbiamo grazie a Cristo ed alla Sua affermazione della libertà umana,compresa quella di non esser cristiani.
Senza il Crocifisso Ella perderebbe la Sua libertà e tutti noi la nostra.
Ringraziandola per l’attenzione La saluto in spirito di francescana Pace (che non è pacifismo) e Bene (che non è buonismo)!
Fondazione SORELLA NATURA
Roberto Leoni
presidente