La
Fondazione
Novità dalla Fondazione
Assisi, 04.10.2007
La Festa di S. Francesco d’Assisi,
il nostro Santo, ci induce a sottoporre
a tutti alcune considerazioni.
Certamente è di grande importanza
ed attualità il fatto che l’Italia,
repubblica democratica e laica, si
sia data Santi Patroni, Francesco
e Caterina, e che, in Assisi, oggi,
come negli anni e decenni passati,
il Governo, ufficialmente, si rivolga
ai cittadini italiani.
Siamo convinto che mai si è
trattato di una celebrazione formale
o, peggio ancora retorica.
Meno che mai può esserlo oggi,
4 ottobre 2007, in una fase di sviluppo
nella quale la nostra Patria attraversa
un periodo non facile.
Non sono solo i problemi politici,
economici, della sicurezza, dell’ambiente,
a preoccuparci: ciò che desta
allarme ed esige attenzione, consequenziali
interventi, è la crisi etica
e di identità che si sta palesando,
il relativismo, la confusione fra
desideri individuali e diritti, il
senso di precarietà, la superficialità,
che sembrano dominarci: correr dietro
ad aste senza bandiere, una delle
pene più pesanti che Dante
assegna ai peccatori, sembra esser
ciò che oggi ci caratterizza.
Il banale desiderio della novità,
fine a se stessa, effimera e trasgressiva,
fatta di apparenze, deve esser messo
da parte.
Da S. Francesco d’Assisi viene,
in questo senso, uno splendido esempio:
narra la legenda major di S. Bonaventura
da Bagnoregio che, quando Francesco
ideò il presepe, a Greccio,
“chiese prima il permesso ai
Superiori e al Sommo Pontefice, affinché
la cosa non apparisse desiderio di
novità”! Grande insegnamento
questo! per noi tutti e per chi vorrebbe
fare, strumentalmente, di S. Francesco
una specie di antesignano dei contestatori
e dei movimentisti .
S. Francesco non è certo quello
dei film e dei concerti, è
il Santo dell’umiltà,
della preghiera, dell’amore
e della fedeltà alla Chiesa.
Egli fondò un Ordine, ne sottopone
la regola al Papa, facendo dell’umiltà
e dell’obbedienza una virtù.
La assume per tutti noi un forte richiamo
alla nostra identità, ai valori
fondanti dell’Italia, repubblica
democratica e laica, che sono però,
inequivocabilmente, quelli cristiani.
Ferma restando la distinzione fra
Stato e Chiesa, ferma restando la
libertà religiosa e delle religioni
- libertà che è fatta
di diritti e doveri - la festa di
oggi, festa di S. Francesco d’Assisi,
che cristianamente celebriamo non
nel giorno della nascita ma in quello
della Sua morte - nudo sulla nuda
terra - ci richiama alla riscoperta,
responsabile e coraggiosa delle nostre
radici.
A queste dobbiamo impegnarci ad educare
le giovani generazioni: sempre di
più, con sempre maggiore consapevolezza,
la scuola, certo, la famiglia, i mezzi
di comunicazione, la tv in particolare;
la società tutta, insomma debbono
ritrovare sinergicamente il loro ruolo
educativo.
Per questo abbiamo lanciato ed effettueremo
il premio: Comunicare bene,
comunicare il bene.
Tutti noi, prendendo esempio da S.
Francesco, che alla richiesta del
Crocifisso di S. Damiano: “vai
e ripara la mia chiesa” si mise
all’opera, prima fisicamente
e poi spiritualmente, dobbiamo assumerci
le nostre responsabilità verso
lo Stato, le sue istituzioni, e soprattutto
verso le giovani generazioni. Non
basta lamentarsi e aspettare che altri
facciano ciò che potremmo e
dovremmo fare noi.
Nei momenti più difficili e
complessi, come questo che viviamo,
come quando Francesco e fra Leone
- raccontano i Fioretti - ebbero a
provare il bastone nocchieruto , allora
è perfetta letizia!
Parafrasando, per noi oggi, è
impegno e responsabilità, a
tutto campo, certo, educativo in particolare.
TORNARE A EDUCARE è il forte
ed inequivoco insegnamento che ci
viene, oggi, da S. Francesco d’Assisi.
Francesco d’Assisi è
il Santo della pace e Assisi, la Sua
città, ne è divenuta
il simbolo a livello mondiale.
Sappiamo tutti quanto bisogno di pace
abbia il mondo, oggi come ieri, oggi
più di ieri.
Pace nella comunità internazionale.
Pace nella nostra comunità
nazionale, ove le differenze, quali
che siano, non debbono mai divenire
contrapposizione personale e violenza;
pace con se stessi; pace con il Creato
e lode al Creatore .
Dobbiamo dare ancor più valore
all’educazione, dobbiamo in
particolare preoccuparci dell’
educazione dei giovani, alla pace
come amore del prossimo; alla pace
come dialogo, che si fonda sull’assunzione
della propria identità.
Noi dobbiamo avere la nostra di cittadini
italiani che fondano la loro cittadinanza
sulla Costituzione e sulle radici
cristiane. Solo così saremo
in grado di dialogo costruttivo e
di accoglienza.
Facciamo comprendere ai giovani che
pace non è pacifismo, che è
giusto marciare per la pace, marciando
non solo con le bandiere arcobaleno
ma anche con la bandiera nazionale
e con la Croce di Cristo.
Sono questi i simboli che, indipendentemente
dalla scelte personali e dalle differenze
culturali e religiose, garantiscono
agli italiani e a chi in Italia viene
una convivenza civile di Pace e Bene.
Pace e Bene che siamo felici di augurare
oggi, nel nome di S. Francesco, a
tutti quelli che seguono la Fondazione
SORELLATURA, agli amici ed ai soci.
In particolare alle Scuole Italiane
che hanno aderito al progetto AMBIENTIAMOCI
a SCUOLA, agli alunni ed
ai Loro insegnanti: essi, alunni e
docenti, sono nostra speranza, la
nostra certezza di un futuro di Pace
e Bene!
Roberto Leoni
Presidente della FSN