Il Crocifisso, garanzia di
libertà anche per chi non lo vuole
Questa più che una news è
una riflessione indotta da due fatti
di cronaca: il primo il coraggio civile,
professionale ed educativo del dirigente
scolastico dell’ ITI “Buonarroti”
di Trento, prof. MARIO CASNA - neo
vincitore di concorso, questo ci conforta
sulla professionalità dei nuovi
dirigenti, dai quali speriamo prendano
esempio tanti altri in servizio da
anni e logorati da un’improba
lotta contro il relativismo e la superficialità
- che ha acquistato 70 Crocifissi
e li ha messi nelle aule ove mancavano.
L’altro è il commento
di un certo prof. Cimbalo, che fortunatamente
non abbiamo il dispiacere di conoscere,
il quale, chiamato come esperto -
di che ? – nella gradevole trasmissione
radio, mattutina, su RAI 1, condotta
dalla brava Manuela Falcetti, commentava
il fatto invitando gli alunni
a staccare il crocifisso e portarlo
dal preside per farsi attivare un
procedimento disciplinare, quale battaglia
di democrazia. Questo esimio
esperto diceva poi che, in fin dei
conti, il Crocifisso è un arredo
introdotto dal fascista Gentile. Lo
sconcerto deriva non solo dalle farneticanti
affermazioni di costui ma dal fatto
che nessuno degli altri ospiti della
Falcetti, né Lei stessa, abbiano
provato a far capire ciò che
ora proviamo noi: indipendentemente
dagli aspetti giuridici che obbligano
all’esposizione del Crocifisso
l’esimio prof. Cimbalo dovrebbe
sapere che, senza Cristo, al quale
si deve la distinzione fra ciò
che è di Dio e ciò che
è di Cesare, egli vivrebbe
o in una situazione di coincidenza
fra stato e religione: Augusto, velato
capite sacrificava quale pontefice
massimo; o di califfato, ove non è
consentito non esser credenti, pena
la morte; o di ateismo obbligatorio
per tutti, come fu nel comunismo.
La libertà che all’esimio
prof. Cimbalo ha consentito di dire
ciò che ha detto gli viene
da Cristo, dal cristianesimo che ha
riconosciuto all’uomo il diritto
alla libertà: il libero arbitrio;
anche quello di dire sciocchezze!
Lasciamo perdere gli aspetti legali.
La presenza del Crocifisso nelle aule
e negli edifici pubblici, tutti, non
è, nella Repubblica Italiana
ed in tutte le democrazie - nate grazie
al cristianesimo - la presenza di
un simbolo di religione di stato ma
è la presenza del simbolo della
libertà del cittadino, così
come diceva il Parini, quando affermava
che ove non entra il cittadino
Cristo non entra il cittadino Parini.
A questo noi aggiungiamo che ove
non c’è il Crocifisso
non ci sono cittadini ma sudditi:
di una laicità malintesa, di
un materialismo ideologico che fa
dell’ateismo una religione,
di un relativismo che genera la società
di coloro i quali corron dietro ad
aste senza bandiere e che divengono
ciò che Rousseau voleva fosse
il suo Emilio: non un uomo libero
ma un uomo che si credesse libero.
Esponete il Crocifisso nelle aule
se volete fare dei cittadini liberi
di scegliere: anche di non esser cristiani!
Pax et Bonum!
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